Feste natalizie e colon irritabile

Aggiornamento: feb 28

Come sopravvivere al pranzo di Natale con un disturbo intestinale

Natale: odi et amo

Le feste di Natale, da sempre dividono in due categorie le persone: c’è chi le ama spudoratamente e chi le detesta o tollera molto poco, ma esiste una terza categoria, della quale nessuno parla mai: gli affetti da disturbi cronici intestinali. Quando si soffre di un disturbo intestinale, i continui pranzi e cene possono diventare fonte di stress.

E così c’è la zia, quella che non vedi da tempo che ti rimarca quanto sei dimagrito rispetto lo scorso anno, la nonna che continua a proporti cibo che tu non sai più dove mettere , ma come puoi dire di no alla lasagna al ragù della nonna?

La suocera invece, continua a domandarti come mai non puoi mangiare il lattosio, e perchè mai non assaggi due mozzarelline, in fondo che male ti possono fare? E poi la pasta, la torta salata, il tacchino ripieno, il pandoro, il panettone o perchè no della frutta candita ricoperta di cioccolato fondente al pistacchio.

“BASTA!” la tua mente vorrebbe urlare, non hai voglia di spiegare che soffri di colon irritabile, perchè si sa dai! sono tutte scuse quelle cose lì, nulla di troppo importante.

Ecco, io dico “NO” all’ansia e allo stress per il pranzo del 25, dico “GODITELO” anche tu e festeggia in modo sereno, senza dover correre a bagno poco dopo.

Ecco i miei consigli (non richiesti) per sopravvivere ai pranzi di Natale senza uccidere la zia di terzo grado.

Vai sul sicuro

Solo tu ti conosci davvero e comprendi i movimenti del tuo intestino e i suoi gusti in fatto di cibo. Per questo pranzo non “strafare”, meglio poco ma buono, come dice il detto!

Se tra le pietanze in tavola ci sono cose che non puoi mangiare o ne hai il timore, buttati sul sicuro: scegli gli alimenti più consoni a te e al tuo intestino, non è questo il momento ideale per sperimentare, avrai tempo per questo, oggi prediligi i cibi che conosci meglio. Evita pietanze eccessivamente elaborate e prediligi la semplicità. Non sentirti in difetto per questo, ti stai solo concedendo di passare un pranzo in famiglia in modo del tutto sereno.

Impara a dire di NO

Se sei sazio e ti viene offerto ancora cibo, puoi dire di NO. Se non ti va di assaggiare il dolce tipico del Guatemala che ha portato lo zio dal suo viaggio di lavoro, puoi dire di NO. Se non ti va qualcosa presente nel menù, in modo gentile ed educato, puoi dire di NO.

Non sentirti in dovere di spiegare a tutti i presenti i tuoi problemi di salute, non sei obbligato e non è un tuo obbligo.

Sii chiaro con chi è in cucina: se sei stato invitato al pranzo di Natale, significa che la tua presenza è gradita, dunque non sarà un problema per l’ospitante metterti a tuo agio con un menù adatto anche alle tue esigenze e ai tuoi bisogni.

Basterà concordarlo anticipatamente: la cucina italiana è ricca di prelibatezze, non sarà un problema creare qualche alternativa ad Hoc per te!

Non sentirti in colpa, mai.

Non è colpa tua! Sentiti libero di portare da casa un tuo “comfort food”, qualcosa che ti fa stare sereno e che sai che mangerai: la tua pasta gluten free, il tuo pane, le tue gallette etc.. Che male c’è? non stai costringendo nessuno a mangiarle, le stai usando per te. Non sentirti in colpa per i tuoi disturbi intestinali, MAI.

I curiosi potranno fare domande, è vero, ma potrai rispondere con gentilezza se ti andrà, o potrai liquidare con un banalissimo “Sono allergico a…” Chissà perchè, la mia esperienza personale mi ha insegnato che un’ “allergia” viene vista di buon grado rispetto ad un’ “intolleranza” o un problema specifico.

Dunque sì, sono allergico. E chissenefotte!

Alternative se sei tu ad ospitare

E se invece sei tu ad organizzare il pranzo? tanto meglio!

Potrai studiare a tavolino un menù che si sposa bene con le tue necessità e che sia allo stesso tempo gustoso ed appagante per gli invitati. Potrai alternare piatti che consumerai anche tu a qualche piatto solo per gli ospiti.

Crea antipasti sfiziosi gluten free per tutti: nessuno noterà la differenza! Prova a preparare dei dolci o un pandoro fatto in casa: è sempre bello mangiare qualcosa fatto con le proprie mani e condividerlo con gli altri. Al posto della frutta secca o candita, potresti proporre dei semi di finocchio confettati: si trovano in alcune erboristerie, sono dolci, ma hanno un’azione carminativa che aiuta la digestione.

Nel pomeriggio puoi proporre un “tisana party” a tutti gli invitati: sono sicura che in una fredda giornata post abbuffata, una bella tisana potrebbe essere un’idea che fa piacere a molti!

Rispetto. Amore. Gentilezza

Queste sono le parole d’ordine per sopravvivere ai pranzi e alle cene di Natale: Rispetto per te stessa/o e il tuo corpo Amore verso te stessa/o che ti permette di scegliere davvero cosa ti fa bene e cosa può farti vivere serenamente le feste E infine la gentilezza: sii sempre gentile nel rifiutare un cibo, nel rispondere alle domande o nel fare una richiesta specifica.

Siamo a Natale, tutti meritiamo di viverlo serenamente, anche il tuo intestino!

Najla

IG najla_naturopata

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